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Gestione forestale

Una foresta coltivata, esattamente come avviene per un terreno agricolo, non solo produce frutti migliori, ma al tempo stesso offre importanti contributi sociali. Le foreste gestite dall’uomo, con ciclo di crescita controllato che favorisce la sua rigenerazione, rappresentano sistemi capaci di produrre ossigeno, ma soprattutto assorbire l’anidride carbonica e trattenerla, in maniera molto più efficiente rispetto a superfici boschive lasciate a sé stesse.

Una foresta accudita secondo le regole della buona selvicoltura, non un sogno ma una realtà in alcuni Paesi, mentre cresce svolge uno straordinario ruolo di salvaguardia della qualità dell’aria, di regolazione idrogeologica e di tutela del paesaggio. Perché non estendere anche ad altri paesi questa importante esperienza di “scuola di selvicoltura”..? Arricchire, nutrire, testimoniare, amare..

Italia, Francia. La gestione forestale rinnovabile ed ecosostenibile di Listone Giordano….

La Francia, che è universalmente considerata un modello di riferimento per la gestione rinnovabile ed ecosostenibile della foresta, custodisce un immenso patrimonio forestale: ben 14 milioni di ettari di foreste da produzione in cui ogni albero è censito, coltivato, tagliato, e quindi sistematicamente riforestato nel rispetto di norme antichissime. La storia della tutela forestale in terra di Francia ha radici profonde: le prime notizie risalgono addirittura al Medioevo, quando feudatari ed ordini monastici si fanno gelosi custodi di questa preziosa risorsa; come nel caso della foresta di Cîteaux, in Borgogna, piantata dai monaci cistercensi attorno all’anno Mille e da loro accudita e tramandata per secoli. Le stesse regole di allora salvaguardano oggi la salute della foresta, ne regolano i cicli vitali, vigilano sul corretto utilizzo e garantiscono il progressivo aumento della superficie. Un dato significativo che vale più di molte parole: passando correttamente il testimone da una generazione alla successiva con sguardo rivolto al futuro e rispettando rigorosamente le regole, negli ultimi 100 anni il patrimonio forestale francese ha visto raddoppiare la propria estensione e addirittura triplicare il proprio volume di materia prima.

In Umbria, nel cuore verde d’Italia, Listone Giordano ha recentemente realizzato la più importante riforestazione italiana di latifoglie, mettendo a dimora ben 25.000 nuove piante di rovere. L’iniziativa, che nel suo complesso interessa un territorio di oltre 150 ettari, ha ottenuto, primo caso in Italia nel suo genere, la certificazione secondo lo standard internazionale FSC, che attesta una gestione forestale rispondente ai più avanzati criteri di sostenibilità ambientale e sociale. La foresta di Città della Pieve, che prevede un ciclo di maturazione di oltre 150 anni, rappresenta la testimonianza tangibile che solo visioni a lungo termine, rispettose dei ritmi biologici e dei tempi propri della natura, possano assicurare all’ambiente un futuro certo. Il progetto porterà a ripristinare, proprio nel territorio che vide la nascita del Perugino, quell’ambiente e quelle bellezze naturalistiche che proprio il grande pittore rinascimentale, maestro di Raffaello, ha reso immortali nelle sue celebri raffigurazioni di paesaggio. Un’iniziativa che va ben oltre il solo significato simbolico, ma che attesta molto meglio di tante parole o vaghe aspirazioni ecologiche, l’approccio concreto e documentato che contraddistingue l’azione intrapresa da Listone Giordano in tema di sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente. L’esperienza sviluppata nella riserva di Città della Pieve, sotto la guida della Fondazione Guglielmo Giordano e con il contributo di importanti Istituti universitari, rappresenta un modello di riferimento per la selvicoltura italiana e fondamentale laboratorio di ricerca per la messa a punto di nuove tecniche di gestione forestale e l’implementazione di progetti di eco-certificazione a livello internazionale.